Le migliori 10 Avventure Grafiche

Si può veramente stilare una classifica del genere? Almeno è possibile farlo senza inserire perimetri su perimetri, come per esempio “Le migliori 10 avventure grafiche degli anni ’90” oppure “Le migliori 10 avventure grafiche per Amstrad” e così via? Probabilmente la risposta è ancora un sonoro “no”.

Quindi, come è stato possibile realizzare questo articolo? Beh, giocando e ri-giocando diverse avventure grafiche dopo tanti anni, il giudizio di oggi ne è stato per forza stato influenzato. Insomma, le componenti “personale” e “attuale” la fanno da padrona, quindi dovessi stilare la stessa lista tra 1 anno … chissà se resterebbe uguale? Non credo!

Per cui preparate le uova da tirarmi addosso (avevo proprio voglia di una frittata) e … si parte!

  1. Monkey Island 2: LeChuck’s revenge
  2. Indiana Jones & The fate of Atlantis
  3. The secret of Monkey Island
  4. Detroit: become human
  5. Zak McKracken and the alien mindbenders
  6. Day of the tentacle
  7. Grim Fandango
  8. Life is strange
  9. The Legend of Kyrandia
  10. King’s Quest 2: romancing the throne

Monkey Island 2: LeChuck’s revenge

Quando l’avventura si mescola all’ironia, con una cornice quasi sempre piratesca alle volte ai limiti dell’esoterico, ecco spuntare un’icona: Guybrush Threepwood (temibile pirata!). Monkey Island 2: LeChuck’s revenge è una pietra miliare, non si può dire che ha definito l’accezione dell’avventura grafica, in quanto era già stato fatto nel passato, ma sicuramente ha definito parametri (e perimetri) delle avventure future. Fino ad oggi.

Perché Monkey Island 2 surclassa Monkey Island 1? Perché la storia si è evoluta e con se l’immaginario fantastico che la caratterizza. La grafica ha avuto un balzo in avanti, così come la colonna sonora, almeno in varietà. Diciamo anche che non raggiunge il capostipite in atmosfera. Tuttavia vi troverete a vivere momenti di scoperta, ricerca, ingarbuglio con le parole e gare di sputi, da ricordare negli anni a venire.

Indiana Jones & The fate of Atlantis

Le avventure del professor Jones passano dal grande schermo al piccolo dei nostri computer (non per la prima volta), senza snaturarsi. Tra modalità di gioco differenti, enigmi da risolvere, dialoghi ironici e continui viaggi per il mondo, Indiana Jones ci trasporta alla scoperta di cosa c’è dietro uno dei miti più affascinanti della storia: quello di Atlantide.

Pur senza le atmosfere di Monkey Island, Indiana Jones & the fate of Atlantis cattura per il susseguirsi di enigmi, per l’incedere della storia accattivante al punto di voler scoprire sempre di più. Realizzato 1 anno dopo il secondo episodio di Guybrush, si porta dietro anche migliorie tecniche, pur rimanendo fedele allo stile Lucas.

The secret of Monkey Island

C’è qualcuno che non ricorda Mêlée Island? Nel profondo dei Caraibi… le avventure del pirata più amato da un’intera generazione di videogiocatori! La carrucola dentro un pollo, le lenti staccate dal cannocchiale (cosa che non era possibile fare nel secondo capitolo), i duelli di spada o meglio dire di insulti, e così via in una continua sequenza di momenti iconici. Questo è The secret of Monkey Island, un raccordo generazionale tra chi l’ha vissuto e chi non, un’avventura di un’atmosfera spesso notturna in un certo senso onirica, sognante.

Non importa il punto della classifica in cui è inserito, importa il giocarci, il sentirsi impediti come Guybrush ma alla fine… riuscire comunque nell’impresa. A proposito, qual è il segreto di Monkey Island? 🙂

Detroit: become human

Quante emozioni. L’avere tra le mani la possibilità di decidere il destino di più persone, umane e non, per esempio con una scelta che può far precipitare una bambina da un palazzo oppure no, pur di acciuffare un malvivente. Ma quali sono le conseguenze? Chi le paga? Di sicuro noi che impersoniamo il character di turno, perché Detroit: become human è innanzitutto empatia.

Vi ritroverete così vicini ai protagonisti che si alternano durante le vicende da sentirli come amici, o addirittura vi sentirete proprio di impersonarli, di essere loro, nonostante gli sbagli e le imperfezioni. D’altronde, sarete sempre voi a farli sbagliare o scegliere la strada giusta. Chi lo può sapere a priori? Detroit: become human è una meravigliosa parabola che vi farà palpitare, tremare le dita nella scelta di un pulsante che delineerà una nuova linea del destino.

Zak McKracken and the alien mindbenders

Certo che questi alieni sono proprio degli zuzzurelloni un po’ fastidiosi. Meno male che ci penserà il nostro Zak ad affrontarli! Colori sgargianti, ironia sempre presente, difficoltà degli enigmi e di alcune situazioni non sempre lineare, piramidi egizie e specialmente occhiali e baffi posticci dietro cui si “nascondono” gli alieni: questo (e altro) è Zak McKracken and the alien mindbenders. Riuscirete a fermare il piano di conquista degli alieni? Con un insieme di comandi come “premi”, “prendi”, “usa” e così via accompagnerete Zak nell’impresa.

Qui siamo subito dopo gli albori delle avventure grafiche, quelle testuali, ma al contempo siamo così in avanti, con una trama avvincente e situazioni paradossali che non potrete che amare. Ah, c’è anche Stonehenge e, in un qualche senso, Elvis!

Day of the tentacle

Chi non ha mai desiderato di avere come compagni di combriccola il super-nerd Bernard, la strampalata studentessa Laverne e il capellone metallaro Hoagie? Chi non ha mai sognato di affrontare un temibile tentacolo viola con le braccia, intento a conquistare il mondo? Beh, magari su quest’ultima si potrebbe approfondire!

Umorismo demenziale e trovate geniali, protagonisti superbi e super-cattivi altrettanto di rilievo, colori e forme un po’ kitsch: questo è Day of the tentacle. Ambientato cinque anni dopo il seminale Maniac Mansion, il titolo della Lucas vi strapperà più di un sorriso oltre che più di un interrogativo sulle droghe che circolano tra gli autori di capolavori come questo 🙂

Ah, restando in tema: chi non ha mai desiderato di tornare indietro nel tempo seduto sulla tazza del water????!

Grim Fandango

Lo so lo so… la grafica è completamente diversa, lo stile è più “caciarone” però che vi devo dire: Grim Fandango mi ha sempre riportato nelle atmosfere di The secret of Monkey Island o di Loom. Questo è già un sufficiente punto di partenza per farvi esplorare l’Aldilà del gioco, destinazione il Nono Aldilà, dove la povera anima smarrita potrà trovare pace. Chi impersonerete voi se non uno degli agenti “di viaggio” che tenta di vendere pacchetti per approdare al tanto agognato Aldilà nel minor tempo possibile?

Quattro capitoli di gioco per quattro anni, in cui porterete il prode agente Manny Calavera, animato per la prima volta da mamma Lucas Arts in 3D, da un cliente sfigato ad un altro, sentendovi voi sfigati in prima linea. Tra “mietiture”, passaggi nella selvaggia Terra dei Morti e draghi meccanici che spingono anime all’inferno, scoprirete un immenso mondo in cui l’immaginario Lucas stravolge canoni ortodossi a cui siamo abituati pensare. Peccato per le ingenuità tecniche.

Life is strange

Un meraviglioso e toccante racconto. Quello di due amiche, che non sono solo amiche, Maxine e Chloe. Una storia che in maniera lancinante fotografa i dolori dell’adolescenza (specialmente nei ricordi) e della prima età adulta, con lo stratagemma del poter riavvolgere il tempo per risolvere questioni che altrimenti sarebbero andate male. Ma è questa la soluzione? Ritornare indietro nel tempo vivendo col senno di chi ha già vissuto può essere una comoda strada ma si creano così tante biforcazioni che il tempo stesso può decidere di prendersi quello che si ha di più caro, come una divinità ingorda.

La storia di Maxine e di Chloe vi farà piangere, ridere, divertire, soffrire, qualunque sia il modo di affrontare le emozioni, non potrete restarne indifferenti. Un racconto in cui, come per Detroit: become human, le vostre scelte influenzeranno un destino: quello di due amiche. Imperdibile.

The Legend of Kyrandia

Impossibile non citare un’avventura di stampo più favolistico in questa classifica. In realtà due, dato c’è anche il prossimo titolo (che avrete già sbirciato!). The legend of Kyrandia vede i Westwood Studios cimentarsi in un genere che nei primi anni ’90 stava mietendo enormi consensi… e ci riesce molto bene.

Sostanzialmente lo stile ricalca quello delle avventure della Lucas, imbastardito con spunti figli delle idee Westwood. Per cui: esplorazione, dialoghi con altri personaggi, raccolta di oggetti nell’inventario, combinazione di questi e superamento di enigmi. Questi ultimi sono differenti ma abbastanza lineari, difficilmente vi troverete a non sapere come superarne uno, favorendo chi si vuole godere il prosieguo dell’avventura a sfavore del die-hard fan delle combinazioni di tutti gli oggetti tra di loro.

Spicca la figura del cattivone di turno, guarda caso il giullare di corte Malcom, di cui nel terzo capitolo indosserete le vesti …

King’s Quest 2: romancing the throne

Mentre al cinema imperversava All’inseguimento della pietra verde (Romancing the Stone), la cara vecchia Sierra On-Line programmava questo King’s Quest II: Romancing the Throne partendo da un semplice assioma: se col primo capitolo è andata così bene, perché smuovere le acque e non lasciare la situazione esattamente com’è?

Se così fosse stato, perché non inserire in classifica il capostipite? Innanzitutto perché Roberta Williams c’ha preso gusto e l’ampiezza dello scenario è più vasta, la Daventry da esplorare è immensa e di conseguenza la corsa che dovrete fare per accaparrarvi la giovin principessa da salvare. King’s Quest II inoltre attinge da un immaginario favolistico variegato, per cui vi ritroverete ad ammirare una sirena, a fronteggiare cappuccetto rosso ma anche il lupo cattivo (no, non è la nonna travestita) fino ad affrontare Dracula stesso.

Sotto questa luce, il meccanismo della favola nella favola è vincente, trovandovi a simpatizzare per il protagonista, anche perché la sua missione, checché se ne dica, è una caccia alla sposa!

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